Michelangelo, Centauromachia
1490, Casa Buonarroti - Firenze
 Cinquecento 

 

I riferimenti sono:
Giovanni Pisano
Donatello
Leonardo
i sarcofagi romani

E' già evidente in quest'opera come il lavoro dello scultore consista nel togliere la materia, nel distruggerne la solidità informe e liberare l'energia in essa contenuta, la quale si manifesta in tutta la sua potenza, di forma, moto, concetto. Il movimento vorticoso segna il punto più intenso nelle superfici levigate, lucenti dei corpi e ad esso si contrappone la materia inerte e scabra del fondo. I due opposti dell'espressione scultorea, cioè luce ed ombra, diventano qui (Argan) la materia inerte e quella animata.

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