artista

Edvard Munch

(1863 - 1944)


periodo: Novecento

L'amore è il sesso, la società è la folla, la morte è il cadavere, o la bara,la parola è urlo... »

Frequenta Ibsen di cui esegue una litografia nel 1902 e Strinberg (si innamoreranno della stessa donna, la moglie di un amico comune), e da loro impara ad odiare le convenzioni e i pregiudizi sociali.

Sono presupposti che non sfociano in alcun impegno sociale ma piuttosto alimentano il suo acceso individualismo. La sua visone della società era estremamente critica: individui che sacrificavano la libertà in favore della convenzionalità. Ma per vivere nella convenzione occorre fingere di vedere una realtà che non esiste, e Munch lavora invece a svelare la verità togliendole il velo di falsità che la copre.

Una delle prime opere che segna la svolta della sua pittura è «la notte» (1890), da allora continuerà a dipingere con toni cupi e freddi.

Se in Ensor la critica alla società consisteva nello sberleffo e manteneva da essa un distacco ironico, in Munch si avverte una solitudine e un'angoscia fredda come morte.

La sua attività si interrompe bruscamente nel 1909 per dei gravi turbamenti psichici 

Risorsa esterna  
Edvard Munch, la notte  
1890 Edvard Munch
 Novecento 
Edvard Munch, Passeggiata sul corso Karl Johann
1892 Edvard Munch
 Novecento 
Edvard Munch, Il grido
1893, Nasjonalgalleriet - Oslo Edvard Munch
 Novecento 
Edvard Munch, Madonna
1894 Edvard Munch
 Novecento 
Edvard Munch, pubertà
1895, galleria Nazionale - Oslo Edvard Munch
 Novecento 
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