artista

William Turner

(1775 - 1851)

Joseph Mallord William Turner (1775-1851) è l’altro grande interprete, insieme a Constable, della pittura di paesaggio romantica in Inghilterra. La sua formazione giovanile deriva soprattutto dalla pittura di Cozens, con una progressiva ammirazione per un altro paesaggista francese del Seicento: Claude Lorrain. Le categorie estetiche a cui è improntata la pittura di Turner sono il pittoresco e il sublime. Quel sublime dinamico, come lo definiva Kant, che riguardava le manifestazioni della natura caratterizzate da grande esplosione di energia. Il soggetto di alcuni suoi quadri più tipici sono proprio le tempeste. Quella furia degli elementi che imprime grande velocità all’atmosfera. Nei suoi quadri gioca un elemento fondamentale la luce. Egli cerca di dare un’autonomia alla luce rappresentandola non come riflesso sugli oggetti ma come autonoma entità atmosferica. Per far ciò, usa il colore in totale libertà con pennellate curve ed avvolgenti. Le immagini che ne derivano hanno un aspetto quasi astratto che non poco sconvolse il pubblico del tempo. Secondo alcuni critici egli non dipingeva ma impastava sulla tela ingredienti da cucina, quali uova, cioccolata, panna, ricavandone un miscuglio da pasticciere. Queste critiche dimostrano quanto fosse poco compresa la sua pittura. Essa, tuttavia, divenne un riferimento importante per la successiva pittura impressionista. (http://www.francescomorante.it/pag_3/302e.htm) I primi lavori di William Turner sono acquerelli e incisioni. In essi l'artista riprende la tradizione ottocentesca del disegno topografco. Si tratta di schizzi e disegni realizzati girovagando per le campagne inglesi in compagnia di Thomas Girtin. Lavorando per il collezionista Monro, apprende la lezione di Cozens. In tal modo perviene a una trasposizione lirica e drammatica del paesaggio. La tecnica diviene più libera e sciolta e la rappresentazione appare meno fedele alla realtà come tale. A partire dal 1796, Turner comincia a dedicarsi alla pittura a olio. Le prime tele si caratterizzano per: - i toni cupi e tenebrosi, - un marcato interesse per i contrasti luminosi, - gli effetti atmosferici, - la frequente rappresentazione di tempeste e temporali. Queste opere si rifanno all'esempio di pittori, come Joseph Wright e Richard Wilson. Ma il riferimento principale sono soprattutto i dipinti di Loutherbourg, da cui Turner riprende l'interesse per i fenomeni naturali visti nella loro drammatica spettacolarità. Attorno al 1910, Turner comincia a dipingere marine alla maniera di Willem van de Velde. In precedenza aveva già dipinto paesaggi italianizzanti sulla scia di Claude Lorrain e vedute storiche ispirate a Nicolas Poussin. Il culto per la figura di Claude Lorrain, in ogni caso, è una costante nella carriera di Turner. Dai suoi paesaggi Turner riprende il modo di far sfuggire i primi piani in diagonale, verso un punto di fuga centrale. Espressione massima delle qualità più apprezzate del grande maestro francese è il Porto con l'imbarco della regina di Saba. Alla sua morte, Turner lascia alla National Gallery i suoi capolavori preferiti, a patto che venissero esposti a fianco della grande tela di Claude Lorrain... Nonostante il riferimento agli illustri esempi sopracitati, la pittura di Turner si rende autonoma. Nei suoi paesaggi si fa strada un tocco personale, che riflette la sua adesione all'estetica del sublime. Turner continua a produrre schizzi e acquarelli. Molti dipinti, peraltro, si ispirano proprio a schizzi e acquarelli realizzati precedentemente dal vero, nel corso dei viaggi di studio e scoperta. Un esempio è Mattinata di brina (Frosty Morning, 1813). Per disporre di un repertorio variegato di motivi, Turner realizza diverse incisioni didattiche tra il 1807 e il 1819. Sull'esempio di Claude Lorrain e del suo Liber Veritatis, le incisioni vengono raccolte nel Liber Studiorum. Nel 1919 l'entusiasmo per la pittura di Claude lo spinge all'esperienza di un lungo viaggio in Italia. L'attrazione per l'opera di Lorrain è tale da indurre Turner a imitarlo, progettando un viaggio in Italia. Visita Venezia, Roma e Napoli. Rimane colpito dalla luce chiara e dai colori brillanti. L'esperienza incide profondamente sull'evoluzione dello stile di Turner. Il procedimento pittorico stesso cambia. L'artista lavora alternando velature sottili e impasti molto densi. Su questi interviene col manico del pennello o con le unghie, per suggerire i dettagli delle forme. Intorno al 1828 Turner visita nuovamente Roma. Realizza composizioni ancora più ardite, senza l'ausilio di lenee, ma di puro colore. Dipinge scene mitologiche, storiche e di genere, che risentono della lezione di Rembrandt: Ulysses deriding Polyphemus (Ulisse che deride Polifemo) 1829, Pilate washing his Hands (Pilato che si lava le mani). Rimane affascinato dalla Venere di Urbino di Tiziano, che ripropone in una sua opera. Tra la fine degli anni '20 e i primi anni '30 dipinge anche quadri di figure. In genere vengono associati all'ambiente di Petworth, dove Turner risiede più volte tra il 1828 e il 1837 come ospite del Conte di Egremont. Frutto di questi soggiorni sono anche molti paesaggi e scene di interni, dove la luce sembra avere la meglio sulle forme: Interior at Petworth (Interno a Petworth) 1827. Il predominio degli effetti luminosi sulla definizione delle forme è una caratteristica che accomuna quasi tutte le opere di questi anni. Quasi tutte si distinguono per un accentuato romanticismo e una marcata attenzione per i valori cromatici e luministici: The Burning of the Houses of Lords and Commons (L'incendio del Palazzo del Parlamento) del 1835, Tempesta di neve del 1842. (http://www.artdreamguide.com/adg/_arti/_t/_turne/_work/young.htm)

 
William Turner, Pescatori
1796, Tate Gallery - Londra William Turner
 Ottocento 
William Turner, Morte su un cavallo pallido
1830, Tate Gallery - Londra William Turner
 Ottocento 
William Turner, Pioggia, vapore, velocità
1844 William Turner
 Ottocento 
William Turner, Landscape with a River and a Bay in the Background
1845, Louvre - Parigi William Turner
 Ottocento 
William Turner, Processione
1845, Tate Gallery - London William Turner
 Ottocento 
William Turner, Balenieri
1845, Tate Gallery - Londra William Turner
 Ottocento 
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