artista

Giovan Battista Tiepolo

(1696 - 1770)


periodo: Settecento
attivo a: Italia, Austria, Spagna

Giovan Battista Tiepolo
Con lui si chiude il ciclo della grande pittura veneta. La sua attività non avrà infatti seguito se non, in maniera acritica e unilaterale, in quella dei figli, suoi allievi e collaboratori. Opera nel periodo in cui le nuove idee del Winckelmann sul classicismo si stanno affermando. Fu escluso infatti dalla corte di Madrid a favore del Mengs, senza dubbio un pittore minore. Considerato da alcuni l'ultimo pittore barocco, per Argan è invece colui che, distruggendo la tradizione storica italiana, ha inventato una nuova pittura che poteva essere compresa, come è ovvio, soltanto al di fuori da quella tradizione culturale.

Rifacendosi al Piazzetta le sue prime opere avevano: una composizione "serrata sulle diagonali, macchie di colore chiaro e scuro e riduzione alle figure essenziali". Subito dopo comincia a rivalutare l'opera di Sebastiano Ricci, "a riaprire lo spazio, arricchire la composizone di figure in movimento, schiarire i colori". Nelle opere mature il suo punto di riferimento è invece Paolo Veronese. Non vi è nessuna allusione però ad un ritorno alle tematiche, pittoriche o culturali, del cinquecento. Lui si rende conto che la pittura del Veronese è molto più avanzata di quella seguente e si appropria delle sue concezioni coloristiche e spaziali aggiungendo alla forza del Veronese la tecnica secentesca del tocco e un'ironia tutta personale. I temi, religiosi, mitologici o storici non sono l'oggetto della rappresentazione ma ne sono lo strumento. Per raggiungere la grandiosità emotiva di spazio, colore e luce si serve di temi grandiosi, drammatici, teatrali. Col teatro si rientra nel vivo della problematica barocca ma qui troviamo una differenza sostanziale. Mentre nel barocco la teatralità era nelle figure che seducono, attraggono e soprattutto rappresentano, nel Tiepolo è in figure che si spingono all'esterno e "respingono", anche psicologicamente, l'osservatore per la loro presenza eccessiva, sfarzosa e spesso grottesca.

 
Giovan Battista Tiepolo, affreschi dell'Arcivescovado  
1726, Arcivescovado - Udine Giovan Battista Tiepolo
 Settecento 
Giovan Battista Tiepolo, Mercurio
1740, Palzzo Clerici - Milano Giovan Battista Tiepolo
 Settecento 
Giovan Battista Tiepolo, Bozzetto per la volta della chiesa degli Scalzi
1750, Accademia - Venezia Giovan Battista Tiepolo
 Settecento 
Giovan Battista Tiepolo, affreschi di Würzburg  
1750, Residenza del principe - Würzburg Giovan Battista Tiepolo
 Settecento 
Giovan Battista Tiepolo, il sacrificio di Ifigenia  
1757, villa Valmarana - Vicenza Giovan Battista Tiepolo
 Settecento 
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